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Allergie

Il termine “allergia” è stato definito per la prima volta da Clemens von Pirquet per indicare un aumento della capacità del corpo di reagire ad una sostanza estranea. Oggi, il termine indica un ipersensibilità a sostanze estranee che normalmente sono innocue. Oltre alla predisposizione genetica, alle allergie contribuiscono numerosi fattori non genetici, tra cui l’esposizione all’allergene, lo stato nutrizionale, l’esistenza di malattie. croniche ed infezioni virali acute. L’atopia indica una predisposizione ereditaria a sviluppare reazioni allergiche quali asma allergico, rinite (febbre da fieni) o dermatiti (compreso l’eczema atopico).

Oltre il 15% della popolazione dei paesi industrializzati soffre di allergie a reazione immediata.

Le allergie da inalazione possono essere scatenate da allergeni stagionali (polline degli alberi, erba e graminacee) oppure da allergeni che persistono per tutto l’anno all’interno degli edifici (acari della polvere, animali domestici, spore di muffe).

Le allergie alimentari sono reazioni che provocano la comparsa di sintomi entro pochi minuti dall’ingestione del cibo. Gli alimenti che più provocano reazioni allergiche sono: arichidi, soia, frumento, molluschi, pesce, latte, uova e frutta a guscio. I sintomi possibili sono sensazioni di bruciore o di prurito nel cavo orale, nausea, spasmi gastro-intestinali, diarrea e rush cutaneo.